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La morte del vecchio modello di diving

In questo periodo di cambiamento forzato, un analisi fredda e distaccata sull'attuale modello fallimentare e alcune strategie per risorgere dalle proprie ceneri.

il momento è critico

Non ci prendiamo per i fondelli.

Eudi saltato, stagione alle porte e nel momento più buio per i centri immersioni ( veniamo da un inverno poco profittevole) emergenza sanitaria.

Allo stato attuale, nessuno sa quando finirà e le pesanti conseguenze che dovremo affrontare.

Come da copine, il governo si è attivato per tamponare le mancate entrate economiche varie, ma il nostro settore a oggi è stato dimenticato o non preso in seria considerazione.

Questa situazione, porterà sicuramente alla chiusura di alcuni centri che non hanno la forza per reggere l'impatto autonomamente ( non ci aiuta nessuno ) e chi riuscirà a rimanere aperto si leccherà le ferite per molto e molto tempo.

La situazione è drammatica e la quarantena diventa giorno dopo giorno pesantissima.

Grazie al tempo libero "forzato" sto analizzando la situazione e noto sempre più criticità che se fino ad ora potevano essere sotto gli occhi di tutti e accettate perché si riusciva a mettere comunque insieme il pranzo con la cena, ora diventano motivo di riflessione e spunto per rifondare un movimento (subacqueo) che stava piano piano estinguendosi.

Quello che starò per scrivere provocherà dolore a molti di voi e qualcuno si risentirà anche ma credo sia un atto doveroso che saputo prendere nel verso giusto può farvi risorgere meglio di prima.

Non siamo negli anni magici

Non nascondiamoci.

La subacquea degli anno d'oro non esiste più.
Parlo degli anni 2000 quando andare sott'acqua, era di moda.

Rimango ancora a bocca aperta quando ascolto i racconti dei gestori di centri immersioni storici.

La cosa che mi sbalordisce ascoltando i racconti della subacquea di "prima" è il fatto che per fare un corso di primo livello, dovevi prenotarti per tempo perché le classi si riempivano subito.

L'estate poi era un susseguirsi di imbarcazioni stracolme di subacquei che si immergevano.
4/5 uscite con tutti i mezzi del diving erano la normalità per quel periodo.

Se si aggiungono i vari corsi e prove subacquee, si capisce subito che i gestori storici hanno vissuto veramente un periodo unico.

Era il periodo delle grandi scuole che racchiudevano migliaia di adepti e le grandi case costruttrici, investivano capitali in nuove attrezzature e mute.



Il grosso motore di tutto era Sharm.

Se non lo avete mai letto, vi consiglio il libro "figli di una shamandura" che descrive perfettamente la situazione.

Come tutte le cose finiscono oppure: "nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma".

Prima aprire un diving era un super investimento facilmente ammortizzabile e monetizzabile.

Poi sono arrivate le didattiche americane.

Piaccia o no c'è da dargli il merito di essere riuscite ad avvicinare il popolo alla subacquea.

I nostalgici dicono che hanno abbassato il livello e la qualità, io rispondo che hanno creato standard e requisiti d'esecuzione non per navy seal ma per persone che volevano semplicemente godersi il mare e i pesciolini colorati.

Prima i corsi erano molto simili a quelli dei militari. Non avendo altre linee guida, si andava a pescare nelle uniche risorse e conoscenze esistenti.

Di contro, si creavano corsi che duravano 6 mesi, dove più che insegnare ad andare sott'acqua per divertimento, si insegnavano manovre e tecniche paramilitari.

Infatti l'assetto o meglio il trim subacqueo non era preso in considerazione proprio perché i militari dovevano fare un incursione, sminare o piazzare esplosivi sott'acqua.

Questo richiedeva acquaticità ma non sicuramente un trim orrizzontale (cosa fondamentale nella nostra subacquea se si vuole preservare l'ambiente marino).

Insomma, gli ingredienti erano completi, Sharm,Il boom subacqueo, case costruttrici attente e innovative,grandi scuole subacquee, didattica allineata con la richiesta di mercato dell'epoca.

Se analizziamo le competenze tecniche non erano indispensabili.

Infatti, il fuori curva era riservato a pochi pazzi, i corallari custodivano gelosamente le loro tabelle e i subacquei si approcciavano all'immersione restando in ndl.

IL problema nasce proprio ora

La curva di crescita era arrivata al suo culmine.

In questi casi si ha una contrazione in negativo del mercato (quindi piano piano l'interessa scema e il settore va in crisi), oppure avviene un evoluzione.

Io credo fermamente alla seconda teoria.. "LA SUBACQUEA SI E'EVOLUTA".

Le tecnologie, i materiali e le conoscenze, sono cresciute esponenzialmente.

La crescita descritta, ha aperto le porte all'esplorazione di fondali fino ad ora sconosciuti.
Ora grazie alle nuove tecnologie e conoscenze in campo medico iperbarico, anche i 100 metri (che prima erano quote per pochissimi) sono diventati alla portata di tutti.

Quindi nuovi computer, algoritmi, tabelle e credenze, bibombola e decompressive come se piovesse e negli ultimi anni, il rebreather l'ha fatta da padrone.

eh si.. piaccia o no, la subacquea di oggi è fatta cosi.

A questo va abbinato il continuo aumento delle utenze e dei servizi in generale.

Sia che tu faccia immersione in curva a 40 metri o a 120 metri, il costo della giornata si avvicina molto.

Si perché oggi grazie ai rebreather, un immersione a 100 mt che fino a qualche anno fa ti costava minimo 300 euro di gas e immersione, oggi riesci a farla con 7 euro di ricarica...mai del rebreather.

Quindi per non perdere il filo logico, abbiamo tecnologia e conoscenze avanzate e aumento esponenziale dei costi vivi ( benzina, ristoranti, alberghi) che si affrontano per i nostri amati tuffi.

Anche la subacquea ricreativa non è da meno.
Nonostante quote e materiale usato sia differente, i costi per fare attività diventano molto simili.

Questo è il granello dell'ingranaggio.

Succede questo...subacquea ricreativa

In questo nuovo cosmo sommerso, la subacquea ricreativa zoppica e non poco come mai?

Molto semplice: I costi continuano ad aumentare, la subacquea ricreativa propone il vecchio modello ( sharm ) che per evoluzione e realtà attuale non può più funzionare.

L'ho spiegato prima: Mentre una volta ci si accontentava di mettere la testa "sotto", ora grazie alla tecnologia, conoscenze e internet, i subacquei vogliono di più (giustamente).

Vogliono avere conoscenze più approfondite, addestramento avanzato e sfide più interessanti... Il succo è: Se devo spendere mi devo divertire altrimenti vado a sciare o a mangiare fuori tanto la spesa è uguale.

Tanti di voi non sono d'accordo ma vi assicuro che è cosi.

Vi ricordate le grandi scuole subacquee di una volta che racchiudevano migliaia di subacquei? beh adesso non esistono più.

Ci sono state tantissime scissioni e sono nate migliaia di piccole scuole. Vien da se che realtà cosi per sostenersi devono contenere i costi il più possibile.

I costi si contengono creando realtà non professionali.. ma non voglio entrare in merito oggi.

La guerra al ribasso porta all'attuale situazione di crisi del settore.

La subacquea per poter essere svolta ha una grande criticità: I COSTI.

Il grosso problema è sostenere le spese che quest'attività obbliga.
Costi per corsi, attrezzatura,viaggi e immersioni.

Le varie scuole e i vari diving che sposano ancora il vecchio modello, sono "OBBLIGATI" ad abbassare il prezzo nella speranza di sopravvivere...Peccato che questa è la strada verso la catastrofe.

Facciamo un esempio...

Immaginate un gommone bello pieno di subacquei affamati di tuffi. Allora sopra ci sono diciamo 15 subacquei.

Magari quel gommone lo vedete uscire più volte in una giornata..OTTIMO PENSERETE.

Andiamo ad analizzare il gommone ( è un puro esempio ma che rispecchia bene la realtà ).

15 subacquei di una scuola x.. Sopra ci sono 2 accompagnatori...quindi sono 13 subacquei e 2 accompagnatori della scuola.

In fase di trattativa, al telefono la scuola ha detto al centro che avrebbero portato 15 subacquei a fare immersione, e due di loro sarebbero stati accompagnatori..

Tra le righe si capisce che siccome la scuola ti ha portato 15 persone, i due accompagnatori "DEVONO" avere la gratuità: Benissimo quindi, il gestore ha un gommone impegnato con 15 persone di cui 2 non paganti.

Ma il gestore deve avere e dare bombole cariche e funzionanti a tutti e 15, il gommone deve essere ok con le dotazioni, e mettere a disposizione un uomo barca per l'assistenza di superficie.

Altro dato da calcolare è che ogni volta che si sposta un mezzo nautico, siamo a rischio rottura piede motore...

Immaginate che il gommone in navigazione non vede un tronco ( capita spesso) a pelo dell'acqua e lo prende in pieno.... CIAO PIEDE E CIAO A CIRCA 5/7 MILE EURO IN UN BATTITO DI CIGLIA.

Ora secondo voi perché l'uscita sia profittevole e abbia un senso per il gestore del diving, quanto dovrebbero pagare quei poveri 13 ( 2 sono accompagnatori e non pagano) subacquei???

BUISNESS NON SOSTENIBILE!!!

Non sostenibile o sostenibile con sforzi sovraumani e comunque che non coprono un evento straordinario ( rottura motore danno imbarcazione, rottura compressore etc).

Quindi direi che: Il povero gestore si trova sotto scacco e succube della scuola sub che si fa forte di portargli 13 persone paganti ma al tempo stesso, la scuola sub essendo un mini realtà, è costretta a cercare certe soluzioni per poter campare...

ve lo dico cosi

NON FUNZIONA!!!!



Subacquea avanzata e nuovo modello

Dopo questo mega pippone, siamo quasi arrivati al fulcro del discorso.

Alla subacquea appena descritta si oppone una subacquea allineata coi tempi.

Cosa vuol dire? Vuol dire che le persone che si sono avvicinate e hanno successivamente sposato la subacquea moderna hanno un prospettiva totalmente diversa.

Si sono formati con sistemi didattici moderni (attenzione non ho detto migliori ho detto moderni).

Vi ricordate quando vi ho raccontato che le persone non si accontentano più di andare a vedere i pesciolini a 10 mt ma cercano e vogliono sfide nuove e appaganti? Mi riferivo proprio a questo.

Se i corsi della subacquea di "prima" non trattavano argomenti come trim miscele e immersioni profonde ( ricordiamo che erano corsi di derivazione militare e i militari per poter portare a termine la loro missione non dovevano ne stare in trim ne tanto meno andare fondi)
la subacquea di oggi basa tutta la struttura didattica su un impostazione che forma subacquei pronti ad affrontare i tuffi che l'epoca moderna ci offre.

Ecco che nasce e prolifera la configurazione hogartiana prima denigrata e poi acclamata, le immersioni in miscele e per finire il rebreather.

Piaccia o no questo nuovo modo di fare subacquea, apre la porta a mondi fino ad ora sconosciuti o a portata di pochissimi.

Adesso possiamo fare tuffi di 3 ore in totale sicurezza, affrontare situazioni impegnative in confort e addestrati.

Come in tutte le cose c'è il rovescio della medaglia.

Il subacqueo che ha sposato questa filosofia di immersione, non si accontenta di un diving qualsiasi e proprio perché ha investito in formazione e attrezzatura, pretende di frequentare luoghi dove possa essere assistito a dovere..

QUESTO E' IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

Attualmente, diving che abbiamo logistica, l'attrezzatura e la competenza fuori e dentro l'acqua per gestire determinati tipi di tuffi si contano sul palmo di una mano.

questo perché siamo ancora legati e strutturati sul vecchio modello di diving.

Non ci siamo accorti che il mondo è cambiato, sono cambiate le attrezzature e le esigenze dei subacquei moderni.

Non avendo le competenze e le attrezzature adeguate, continuiamo ad attrarre a noi la subacquea vecchio modello che portano dietro delle criticità enormi.

Ecco che allora siamo costretti a lottare per un euro in più o in meno, che il gestore è succube della scuola, ci si fa la guerra tra vicini cercando di accaparrarci un subacqueo in più non offrendo un modello diverso ma levandoci un euro di tasca nostra.

Mentre i gestori lungimiranti che hanno capito dove andava il movimento subacqueo, si trovano a gestire diving ancora oggi pieni e che godono di ottima salute.

Lo so è brutto ma è cosi.

Ma questa è solo la punta dell'iceberg.

La maggior parte dei gestori non hanno alcuna competenza imprenditoriale e gestionale.

Magari sono subacquei che hanno deciso di fare della loro passione un lavoro.

Hanno investito e aperto una struttura.

Questo poteva andare bene prima quando bastava mettere una bandiera divng 10 bombole e un barchino, e la gente arrivava organicamente senza bisogno di avere particolari competenze.

Oggi non è più cosi!!!

Se vuoi sopravvivere e avere successo, devi prima di tutto strutturarti con il modello attuale di subacquea.

Studiare e aumentare le tue competenze anche teoriche perché può sembrare una banalità ma il subacqueo moderno vuole interfacciarsi con persone che parlano la sua lingua e non quella di 40 anni fa.

Fatto questo sei solo alla metà dell'opera: IL diving è un impresa e tu sei un imprenditore.

Quindi accertato che organicamente non arriverà alcun cliente di valore ma magari il vicino o quello alla ricerca dello sconto, dovrai studiare e imparare come gestire a tuo diving.

Devi cancellare tutto e ripartire da capo.

Non voglio esplodere anche questo argomento ma ti assicuro che è esattamente cosi.

Questo maledetto periodo di sosta forzata, possiamo sfruttarlo a nostro vantaggio.

Analizziamo il nostro modello di buisness, capiamo quali sono le cose che non vanno e perché magari stiamo faticando a tirare avanti.

Poi successivamente investiamo in formazione, acquisiamo nuove competenze manageriali e come per magia le prospettive cambieranno improvvisamente..

Parlo per esperienza vissuta.

Mi sono rimesso in gioco anni fa perché ho capito le criticità espresse sopra.

Non è stato facile anzi, delle volte è stato frustrante e violento.

A distanza di due anni però, ho consapevolezze e skill nuovi che neanche credevo esistessero.

Amo la subacquea e amo il mondo dei diving.

Proprio per questo, ho voluto scrivere questo articolo.

Spero che sia di aiuto a qualcuno in questo terribile momento.

Adesso se sei arrivato fin qui a leggere ti starai chiedendo... SI BELLE PAROLE MA DA DOVE PARTO????

Ho pensato anche a questo e ho creato un percorso di formazione dedicato esclusivamente ai gestori di centri immersioni.

Per ora non aggiungo altro, ti saluto e ci risentiremo presto.





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